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Ho usato il titolo di un celebre romanzo (nonché film) che non ho letto, e che non leggerò mai. Ho visto il film giusto per poter chiacchierare con altri al riguardo, ma l’ho trovato onestamente insipido e insignificante. Perché rifarmi allora a tale romanzo nel titolo? Perché, devo dire la verità: era troppo azzeccato.

Quando ho pubblicato “Il Mondo Caduto”, mia cugina (una scrittrice indipendente come me, Mya McKenzie) mi ha chiesto di che genere si trattava. Ovviamente ho risposto fantasy, senza esitare; al che lei mi ha domandato: ma quale sottogenere?
Si è trattato indubbiamente di una domanda molto interessante: lei stessa, da scrittrice di romanzi rosa, ha dovuto fare i conti con tutte le varie sotto-categorie del suo genere di competenza.

Sono ben consapevole del fatto che esistono, appunto… tantissime sfumature di fantasy. Potete vederlo anche voi, nella seguente immagine (uno screenshot della pagina di Wikipedia, alla voce “fantasy”):

sottogeneri-fantasy

La domanda è: quale sarà mai la sfumatura giusta per il mio libro?

Potrebbe essere definito Dark Fantasy, secondo la definizione di Wikipedia:

“Il dark fantasy è un sottogenere del fantasy che designa le opere nelle quali l’atmosfera è cupa e tetra, e unisce elementi fantasy a quelli dell’horror. Il termine può comunque essere utilizzato per riferirsi a opere fantastiche caratterizzate dalla presenza di uno scenario oscuro, fosco o da un persistente senso di paura e orrore.”

Nella mia storia c’è decisamente molta oscurità, anche se non ci sono elementi horror; in un certo senso, è un po’ dark fantasy.

Ma esiste anche il Fantasy Contemporaneo:

“Il fantasy contemporaneo prende numerose varianti. La magia e il soprannaturale sono sempre esistiti ma sono stati allontanati o nella periferia del nostro mondo, o nelle fogne, o la metropolitana, o nei tetti, o comunque lontano dalla vista della quasi totalità del genere umano.”

L’inizio della mia storia si svolge sulla Terra odierna, dove l’elemento magico è rappresentato dalle Streghe della Valle. Voi ancora non lo sapete, ma hanno una bella storia alle spalle… che probabilmente darà vita a un interessante saga parallela.
In un certo senso, dunque… all’inizio “il Mondo Caduto” è anche un fantasy contemporaneo.

E poi, c’è ovviamente il mio sottogenere favorito: l’High Fantasy.

  •  È caratterizzato dalla lotta tra il bene ed il male, descritti in modo molto chiaro e netto in un mondo immaginario;
  • È in parte ispirato alla mitologia norrena, infatti in molti racconti di questo genere ci sono nomi e personaggi riconducibili ad essa;
  • L’eroe è spesso un ragazzo sprovveduto che non conosce nulla dei fatti che avvengono fuori dal suo villaggio natale, ma che improvvisamente viene a conoscenza dei conflitti che ci sono tra Bene e Male e si ritrova coinvolto nella lotta fra di essi poiché si accorge di essere l’unico in grado di sconfiggere il nemico;
  • I protagonisti non sono mai completamente soli. Possono appartenere ad un gruppo, o avere semplicemente degli amici a loro fianco;
  • I romanzi dell’high fantasy si differenziano dagli altri per la presenza di un mondo ben preciso, compreso di mappe e di date, che è caratterizzato da un’ambientazione medievale ed è proprio da questo periodo storico che il genere prende molto per quanto riguarda l’ambientazione. Il mondo dell’high fantasy è creato in modo da sembrare realistico, senza contare però della presenza di elementi magici e di popolazioni non esistenti nella realtà.
  • Elemento fondamentale dell’high fantasy è la presenza di battaglie campali, combattute da grandi eserciti e spesso non si tralasciano descrizioni cruente e sanguinose. Le guerre sono anch’esse ambientate in clima medievale ma hanno anche elementi magici che decidono le sorti di una guerra.
  • In questo genere la magia spesso è la causa del potere sia di personaggi del Male che del Bene. Spesso la magia ha bisogno di grandi conoscenze per poter essere messa in pratica ed anche di elevata forza fisica e mentale e può avere pure conseguenze spiacevoli se usata in modo errato, infatti bisogna utilizzarla in modo saggio per far sì che funzioni al meglio.

Direi che ritrovo tutti questi punti nella mia storia: la lotta fra luce e ombra, l’influenza norrena dei nomi di alcuni personaggi (Thorael non si chiama così per puro caso, e Trishkal deve il suo nome al simbolo celtico del Triskelion, cui sono molto legata). Selene è decisamente sprovveduta, e ha sempre qualcuno al suo fianco; il mondo in cui si ambienta la storia ha una mappa sua, disegnata di mio pugno, ed è realistico seppur nella sua diversità rispetto alla Terra.
Non manca la battaglia finale (ma non riveliamo oltre) e sicuramente non manca l’uso della magia, attorno alla quale ruota l’intera storia.

Si potrebbe quasi dire, tirando le somme, che “Le Terre d’argento” sia una saga per lo più High Fantasy; anche se inizia da un fantasy contemporaneo che viene abbandonato pressoché immediatamente, per entrare in un mondo che ha molto anche del Dark Fantasy.

Per toglierci ogni pensiero, faremo così: limitiamoci a dire che è un Fantasy. Le 50 sfumature… lasciamole ad altri libri! 😉

morgana-firma

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