Questa è la frase che sin da subito ho voluto associare alla mia figura di autrice indie ( = indipendente). E volevo parlarne anche a voi, perciò eccomi qui.

Ho associato questa frase al mio lavoro di scrittrice esordientissima: in fondo non sono altro che una minuscola goccia d’acqua nel bel mezzo di uno sconfinato oceano. Quanti altri autori indipendenti ci sono, là fuori, che si autopubblicano? Quanti, contrariamente a me, hanno già un seguito online, con blog già avviati e una schiera di lettori pronti a sostenere i loro lavori? Quanti hanno mezzi monetari superiori ai miei per autopromuoversi?

Già rispondere a queste poche domande, oggettivamente, basterebbe a scoraggiare il piccolo scrittore sognatore. Quante possibilità ci sono di sfondare in un mercato del genere, già saturo di offerta e povero di domanda? Poche, se non addirittura inesistenti.

Eppure ho voluto provare ugualmente; in fondo cosa ho da perdere? Di sicuro, arrendermi ancor prima di cominciare non mi porterà da nessuna parte. Crederci, forse, un pò di strada me la farà fare… anzi, il forse lo toglierei.
Soltanto l’aver pubblicato il mio primo libro è qualcosa di straordinario per me: non lo avrei mai creduto possibile! Non avrei mai nemmeno pensato di riuscire a scrivere un libro, un giorno.

E sapete perchè? Perchè non avevo fiducia in me stessa. “Ma dai, chi sei tu per scrivere un libro?”
E chi sono, per non farlo?
Ho provato a dar retta a quella vocina positiva nella mia testa, che mi diceva: provaci. Se non inizi per prima a credere che puoi farcela, nessun altro lo farà per te.

Questo è un concetto molto importante, che ognuno di noi dovrebbe far proprio: dobbiamo essere i primi a credere in ciò che facciamo, e in ciò che siamo. Sembra forse un discorsetto filosofico da quattro soldi, ma vi assicuro che per me passare dal “non puoi farlo” al “provaci” ha fatto tutta la differenza del mondo: di fatto, mi ha spinta a pubblicare un libro. E quel qualcosa che ha reso possibile questa trasformazione è stato soltanto… il crederci.

Prima di mettere da parte un sogno, un’aspirazione… fermatevi e chiedetevi cosa avete da perdere nel provarci. Certo, dietro l’angolo a spaventarci c’è sempre il rischio di fallire e l’amara delusione del vedere fallire miseramente la nostra piccola, grande impresa personale. Ma chiediamoci cosa accadrebbe se invece dietro l’angolo ci fosse proprio ciò che desideriamo; se non iniziamo a camminare verso quell’angolo, rischiamo di non scoprirlo mai.

Mi sono detta che preferivo tentare e fallire, piuttosto che vivere per sempre col dubbio; e così sono partita, puntando verso l’angolo che sto ancora guardando da lontano. L’importante è partire senza troppe aspettative: sognare in grande ci aiuta a raggiungere grandi risultati, ma bisogna sempre restare con i piedi per terra e ricordare che potrebbe andare diversamente da come speriamo.

L’importante è non restare paralizzati e immobili, ma muoversi sempre. Quindi fate un bel respiro, armatevi di coraggio e incamminatevi verso il vostro angolo. Armatevi del vostro fagotto di sogni e speranze, ma non dimenticate di sentire ad ogni passo la terra sotto ai vostri piedi. Non chiedetevi come andrà; pensate solo che voi ci state provando, e ci state credendo.

Senza accorgervene, sarete in movimento; e quando finalmente raggiungerete la svolta, indipendentemente da ciò che troverete dietro l’angolo ad aspettarvi… voltatevi e guardatevi alle spalle. Vi sorprenderete di voi stessi, dicendovi:
“Però… ne ho fatta, di strada.”

 

  • Morgana

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