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Oggi vi voglio parlare della mia giovane protagonista: Selene.
Il momento in cui si delinea il personaggio principale, il protagonista della storia che si andrà a scrivere, è cruciale: sbaglia il protagonista e sbaglierai tutto. Perchè è attorno a questa figura che la storia evolve.

Non volevo che la mia protagonista iniziasse la sua avventura come un essere soprannaturale con poteri speciali; infatti è una comunissima ventiduenne, studentessa, con passioni normalissime, senza alcun talento particolare. L’unica sua peculiarità è l’essere albina.
Anche il suo nome, se vogliamo, è banalmente didascalico: come forse saprete, Selene è una delle tante Dee associate alla Luna. Ma ho voluto appositamente scegliere un nome “scontato”, perchè esso andrà a far parte della serie di “coincidenze” che porteranno la ragazza ad aprire gli occhi e capire che nella vita nulla accade per caso.

Ho voluto puntare molto sulla semplicità di questo personaggio, all’inizio fin troppo ordinario e immerso in una vita come milioni di altre, a tal punto da risultare forse poco interessante. Non ci si aspetta alcunchè, probabilmente, da una ragazza pacata e tendenzialmente silenziosa come Selene; lei stessa faticherà molto a credere a ciò che le accadrà in seguito. E proprio questa sua “neutralità” di base mi ha permesso, in seguito, di lavorare sulle sue emozioni.

Una volta intrapreso il viaggio verso Irsvendall, viene costantemente sopraffatta da un turbine di emozioni che non riesce a gestire. C’è molta insicurezza nel suo giovane cuore, poca fiducia in sè stessa che nasce proprio da quella normalità in cui è abituata a vivere. Selene non fa che crucciarsi, lungo la via; sa di non essere un eroe, mentre tutti si aspettano molto da lei. E’ costantemente tormentata da un conflitto interiore, scaturito dalla volontà di portare a termine il compito affidatole e la sensazione di non essere affatto la persona giusta per riuscirci.

Devo dire la verità: all’inizio ho pensato che mi stava pure un pò antipatica, con questo suo continuo piagnisteo interiore. Ma ho voluto essere sincera e obiettiva: chi di noi comuni mortali non sarebbe spaventato, se si trovasse al posto suo?
Selene è una di noi, un’umana: e come tale si comporta. Avremo modo, durante la storia, di vedere il suo cambiamento e la sua crescita; dunque lasciamole un pò di tempo per piangersi addosso, dai. 😛

Diverse persone che hanno letto il libro e mi conoscono mi hanno detto che la mia protagonista mi assomiglia: “benissimo”, ho pensato, “proprio quello che volevo evitare”. Sicuramente ha ereditato qualcosa da me: la passione per il fantasy e per i cristalli, ad esempio, così come alcuni suoi modi di vedere la realtà. Penso sia inevitabile, quando si scrive, lasciare pezzi di noi tra una riga e l’altra; del resto, i racconti di uno scrittore sono il mezzo attraverso cui egli estende la sua “visione” nel mondo attorno a sè.

Tuttavia, no: io che conosco Selene (e alla faccia vostra so esattamente come si evolverà il suo personaggio 😛 ) posso dire che non è la mia proiezione personale all’interno della storia. Ricordate, lettori: uno scrittore mette il cuore in ogni parola che leggete. Lo scrittore non si trova in un solo personaggio: si trova nella storia intera.
Vi saluto, come al solito, sperando di avervi incuriosito a leggere “Il Mondo Caduto” e scoprire fra le righe pezzetti di Morgana.
Alla prossima!

 

  • Morgana

 

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